
Ascolto in relazione: risonanza e connessione con l’ambiente
Il ruolo del suono come mezzo per percepire il mondo e l’ascolto, inteso in senso ampio come pratica di cura e attenzione, sono diventati argomenti di crescente interesse sia in ambito artistico che terapeutico. Questi temi mettono in luce come il suono e l’ascolto possano influenzare profondamente la nostra percezione dell’ambiente e il nostro benessere psicofisico. In questo intervento, presenterò alcuni esercizi ed esempi sonori per praticare insieme il “Deep Listening”. Tecnica tramite cui la compositrice Pauline Oliveros invita ad un ascolto consapevole e aperto che si sposta oltre gli elementi musicali convenzionali di melodia, ritmo e armonia e mira ad esplorare in modo più approfondito e consapevole l’intero spettro sonoro. Questo tipo di ascolto
così focalizzato pone l’attenzione alle sfumature, amplifica la consapevolezza dei suoni naturali, dell’architettura e della presenza umana, favorendo una connessione più profonda con ciò che ci circonda. Tale connessione può plasmare la nostra percezione dello spazio e rafforzare il legame tra le persone e il loro ambiente attraverso il suono.
Mettersi in risonanza con se stessi e con i suoni circostanti crea una relazione interattiva e reciproca tra individuo e mondo. Quando un gruppo di persone si impegna insieme in questa pratica di ascolto, si genera uno spazio condiviso di comprensione e connessione. Attraverso le intersezioni tra corpi vibranti e ambiente sonoro, quest’esperienza mira ad offrire un’esperienza che consenta ai partecipanti di immergersi completamente, stimolando nuove riflessioni ed esplorazioni emotive nel contesto del counseling verso il riconoscimento del potenziale curativo del suono.
Biografia
È una compositrice e ricercatrice di musica elettroacustica. Ha conseguito un dottorato in Architettura e Design presso l’Università di Venezia, IUAV, con la tesi: Corrispondenze e interazioni tra suono, spazio e corpo, strategie per un design sonoro dello spazio. Ha ottenuto una laurea in musicologia presso l’Università di Bologna e un master in musica e nuove tecnologie presso il Conservatorio di Firenze e il Conservatorio Reale de L’Aia. È fondatrice e membro del Centro Studi, Sound Studies Hub SSH!, presso l’Università di Venezia IUAV. Ha studiato sound design per il cinema e ha partecipato a diversi workshop di composizione acusmatica ed elettroacustica (Wishart, Barrett, Ferreyra). Si interessa principalmente alla natura organica del suono e allo sviluppo di texture che combinano elementi concreti e sintetici. Le sue opere spaziano dalla musica elettroacustica all’installazione sonora, dalla musica per il teatro alla performance e all’arte video. Lo spazio è la chiave del suo lavoro, la matrice che plasma la musica così come i suoni che compone. Attualmente è un ricercatore post-doc presso la Royal Academy di Anversa dove
approfondisce il ruolo delle tecnologie di spazializzazione 3D nella realtà virtuale.
